NORIMBERGA

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NORIMBERGA
NORIMBERGA
(Nuremberg)
Regia: James Vanderbilt
Cast: Russell Crowe, Rami Malek, Leo Woodall, John Slattery, Mark O'Brien
Genere: Storico, Thriller
Durata: 148 min. - colore
Produzione: USA (2025)
Distribuzione: Eagle Pictures
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All’indomani della Seconda guerra mondiale, mentre il mondo è ancora sconvolto dagli orrori dell’Olocausto, al tenente colonnello Douglas Kelley, psichiatra dell’esercito americano, viene affidato un incarico senza precedenti: valutare la sanità mentale di Hermann Göring, il famigerato ex braccio destro di Hitler, e di altri alti gerarchi nazisti. Allo stesso tempo, gli Alleati – guidati dal giudice Robert H. Jackson, affrontano l’impresa titanica di istituire un tribunale internazionale, per far sì che il regime nazista risponda dei propri crimini di fronte alla storia. Nel silenzio delle celle, Kelley ingaggia un intenso duello psicologico con Göring, uomo carismatico e manipolatore. Da quello scontro emerge una domanda che ancora oggi tormenta la coscienza del mondo: stavano eseguendo ordini, erano pazzi o semplicemente malvagi? Sul palcoscenico della storia si apre così il processo di Norimberga, un evento che ha cambiato per sempre la storia e l’umanità.

La ‘mostruosa’ interpretazione di Russell Crowe domina l’intero film.

Tratto dal libro del 2013 di Jack El-Hai “The Nazi and the Psychiatrist: Hermann Göring, Dr. Douglas M. Kelley, and a Fatal Meeting of Minds at the End of WWII”, Norimberga mette appunto in scena il rapporto tra Hermann Göring e lo psichiatra dell’esercito statunitense il tenente colonnello Douglas Kelley. Un corpo a corpo intellettuale e umano che porta i due, drammaturgicamente, a piacersi ma, visto il tema, il film non può spingersi oltre come invece è accaduto in altri duelli cinematografici sul Male. Per esempio nel rapporto tra Clarice Starling e Hannibal Lecter ne Il silenzio degli innocenti. A Rami Malek il compito di competere con Russel Crowe che riesce a costruire un personaggio che impersonifica il male in maniera molto umana. Anche il confronto attoriale vede vincitori e vinti, con l’interpretazione spaesata e fuori posto di Rami Malek che non può non arrendersi all’affermazione della figura di Russel Crowe, capace di dare una forma fisica espansa, che diventa sostanza, al Maresciallo del Reich, la figura un tempo più vicina a Hitler, poi caduto in disgrazia proprio perché temuto concorrente dal Fuhrer.