Je so pazzo
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TRAILER
Il film racconta l’ascesa di Pino Daniele, dagli anni difficili dell’infanzia segnata dall’abbandono, fino al leggendario concerto del 1981 davanti a 200.000 persone. Tra conflitti familiari, fragilità personali e amori profondi, Pino trova nella musica un linguaggio per esprimere ciò che non riesce a dire. Ma il successo porta con sé nuove sfide: il rapporto irrisolto con il padre, il peso delle aspettative, e il rischio di ripetere gli stessi errori.
C’è tutto, la musica nel suo farsi, la Napoli in fermento degli anni ’70, i compromessi, le insicurezze, le gioie e i dolori di Pino Daniele interpretato in maniera straordinaria da Massimiliano Caiazzo.
Riuscire a trovare un attore credibile che restituisca con convinzione non solo l’aspetto esteriore di un personaggio ma che sappia scavare al suo interno dovrebbe essere una precondizione essenziale di qualsiasi film biografico. Non sempre però le cose girano nel verso giusto. Altre volte, poche, accade il miracolo. È il caso di Massimiliano Caiazzo che in Je so’ pazzo interpreta, o meglio, impersona Pino Daniele. Perché riesce a restituire quell’idea che sta nell’immaginario collettivo di un uomo sensibile e delicato chiamato però anche a scelte difficili per arrivare al successo e, soprattutto, per mantenerlo. Caiazzo s’insinua tra le pieghe di una personalità estremamente complessa, caricandosi delle gioie ma anche dei tanti dolori di Pinotto il ragazzo che è diventato, precosissimo, uno dei più grandi cantautori italiani in lingua, come sottolinea lui, napoletana.
Certo un biopic su Pino Daniele è qualcosa da far tremare le vene e i polsi di qualsiasi regista. Ma Nicola Prosatore si dimostra all’altezza del compito pur dovendo rendere conto della vita del musicista in un arco temporale allo stesso tempo ampio e limitato, dall’infanzia nel 1961 al 1981, l’anno del leggendario concerto in Via del Plebiscito a cui quasi tutti i napoletani dicono di aver assistito.
È un romanzo di formazione che rende ancora più umana un’icona della musica perché calata in quegli anni Settanta di grande fermento culturale a Napoli (anche se tutte le attenzioni si focalizzavano sul sangue di San Gennaro che non si scioglieva) ma, soprattutto, anni in cui il giovane Pino Daniele deve scegliere se seguire la sua passione – «voglio fare il chitarrista» ripete e la macchina da presa entra dentro la chitarra – nonostante chi gli sta intorno, in questo caso le due zie acquisite (splendidamente interpretate da Monica Nappo e Antonia Truppo), cerca di portarlo verso il posto fisso con l’episodio dell’incombente concorso in Alitalia.

