Fatherland
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TRAILER
Thomas Mann torna in Germania con la figlia Erika dopo l’autoesilio negli Stati Uniti e l’attraversa per un ciclo di conferenze su Goethe passando dalla Germania Ovest alla Germania Est in un alternarsi di apprezzamenti e recriminazioni nei suoi confronti. Pawlikowski aggiunge una nuova riflessione al suo percorso di indagine sul rapporto tra l’uomo e la Storia.
Se Roberto Rossellini ci aveva fatto sperimentare quasi in maniera diretta e immersiva il senso di distruzione materiale e morale della nazione tedesca in Germania anno zero con una prospettiva dal basso, Pawel Pawlikowski muta il punto di vista offrendoci una lettura anch’essa di considerevole spessore.
La prospettiva questa volta è ribaltata. Siamo a livelli alti. Il protagonista è l’autore dei Buddenbrook, uno dei capisaldi della letteratura tedesca del Novecento, colto nel momento in cui fa ritorno nella sua Heimat che aveva lasciato per riparare negli Stati Uniti. Pawlikowski lo fa entrare in scena dopo averne presentato un ritratto in nero fatto dal figlio al telefono con la sorella Erika che ne è diventata l’assistente. Da questa telefonata ha inizio un percorso che, attraverso gli incontri e gli scontri del grande autore con ciò che è rimasto della sua patria d’origine (la Svizzera diventerà il suo luogo di residenza), ci mostra macerie intellettuali e opportunistiche che finiscono con il tramutarsi in pretesti per accusarlo di viltà a causa del suo espatrio (avvenuto dopo che i nazisti avevano dato l’avvio ad una campagna contro la sua persona).

