CIME TEMPESTOSE

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CIME TEMPESTOSE
CIME TEMPESTOSE
(Wuthering Heights)
Regia: Emerald Fennell
Cast: Margot Robbie, Jacob Elordi, Hong Chau, Shazad Latif, Alison Oliver
Genere: Drammatico
Durata: 136 min. - colore
Produzione: USA, UK (2026)
Distribuzione: Warner Bros Italia
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Fin da bambini il legame fra Cathy Earnshow, orfana di madre e figlia di un inglese che ha perso tutto al gioco, e Heathcliff, trovatello preso in casa dal padre di Cathy e trattato come un servo, è viscerale e indissolubile. Da adulti, quel legame si trasforma in passione travolgente, ma Cathy ritiene la possibilità di una reazione ufficiale con Heathcliff degradante, e prende in considerazione la possibilità di sposare il ricco vicino di casa Edgard. Heathcliff fugge dall’umiliazione in arrivo e cerca fortuna all’estero, per poi tornare nello Yorkshire da trionfatore e acquistare Wuthering Heights, la casa in cui lui e Cathy sono cresciuti. Ma al suo ritorno trova la sua anima gemella sposata ad Edgard, e per i due inizierà quell’inferno (e paradiso dei sensi) cui sembrano destinati fin dall’infanzia.

Quest’ultima trasposizione porta la firma inconfondibile di Emerald Fennell, la regista di Una donna promettente e soprattutto di Saltburn, orgoglioso mix di trash e pop che vedeva fra i suoi interpreti sia Jacob Elordi, che in Cime tempestose edizione 2026 è il nuovo Heathcliff, che Alison Oliver, che intrepreta l’ingenua Isabella, la protetta di Edgard.

Fennell si getta a capofitto in questa celebre storia di passione e tradimenti creando il suo consueto universo glamour e barocco, a metà fra lo storico-pop di Sofia Coppola e il pink romance degli Harmony, senza temere gli sconfinamenti nel kitch e nel trash. Il suo stile è aggiornato ai tempi e ai gusti del pubblico social, e ha l’intrattenimento visivo come priorità assoluta. Fennell realizza guilty pleasures senza remore e i suoi film, rigorosamente in costume (anche quando ambientati nella contemporaneità), appaiono riccamente decorati e intensamente colorati (qui la palette è soprattutto di rossi sgargianti e azzurri intensi), estremamente godibili da un punto di vista pop estetico, e direttamente contrapposti al bon ton minimalista e polveroso dell’universo Merchant-Ivory. Anche i sentimenti in scena sono raffigurati nella loro dimensione eccessiva e ridondante, il che è adeguato ad una storia di attrazione fatale delirante, ad alto potenziale di umorismo involontario (e Fennel si concede qualche punta di ironia soprattutto nel ritratto di Edgard e Isabella).