Non Sposate le mie Figlie 2

SPETTACOLI dal 24 al 27 marzo
CINEMA ESPERIA - Via Roma, 25, 06083 Bastia Umbra, Italia - Tel. 340 521 4937
domenica 24
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lunedì 25
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martedì 26
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mercoledì 27
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Non Sposate le mie Figlie 2
Tornano i Verneuil e i Koffi, capitanati da Christian Clavier e Pascal N'Zonzi.
Non Sposate le mie Figlie 2
(Qu'est-ce qu'on a encore fait au bon Dieu?.)
Regia: Philippe de Chauveron
Cast: Christian Clavier, Chantal Lauby, Ary Abittan, Medi Sadoun, Frédéric Chau
Genere: Commedia
Durata: 99 min. - colore
Produzione: Francia (2019)
Distribuzione: 01 Distribution
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Claude e Marie Verneuil hanno fatto pace col fatto che le loro quattro figlie si sono sposate con uomini di culture molto diverse dalla loro: un musulmano, un cinese, un ebreo e un ivoriano. L’importante è che non debbano più viaggiare nelle terre dei consuoceri e possano starsene in pace a casa loro, tra mucche, patè d’oca e taglieri di formaggi. Ma cosa succederebbe se le quattro giovani coppie, scontente del clima discriminatorio nazionale, decidessero di trasferirsi altrove? Claude e Marie, di fronte a tale minaccia, capiscono di dover correre immediatamente ai ripari.

Tornano i Verneuil e i Koffi, capitanati da Christian Clavier e Pascal N’Zonzi, e torna la formula narrativa fortunatissima del primo film: la commedia della divisione e della riunione finale, parecchi cliché, risate di pancia e tutta una serie di giochi di parole che il doppiaggio non sempre arriva a tradurre.

Al centro, il politicamente corretto, concetto nato ambiguo, arma a doppio taglio, acrobazia di relativismo, controverso “esonimo” della nostra contemporaneità. Ma, allora, a cosa appellarsi? A quale dio votarsi (Qu’est ce-qu’on a encore fait au bon Dieu? è il titolo originale), da quale faro farsi illuminare il cammino sociale? Il regista De Chauveron, attraverso il personaggio di Verneiul, risponde come De Gaulle, con l’amor di patria (“Patriottismo è amare il proprio paese, nazionalismo è detestare quello degli altri”).

Tra la mezza trentina di attori in scena, senza contare le discendenze, c’è, infatti, una protagonista assoluta, che è la Francia: sottoposta a processo dai suoi stessi cittadini, scandagliata da ogni punto di vista, minacciata di abbandono e tradimento, finirà per rivelarsi ancora una volta il migliore dei posti possibili, quello che li contiene tutti, nel nome della tolleranza e della polvere sotto il tappeto.

Si potrebbero appuntare molte cose, per esempio che non si esca da una certa classe sociale, tutta villone di campagne, uffici sovradimensionati e rassicuranti filiali bancarie di provincia (nella regione di Tour), ma bisogna saper guardare al lato positivo: Non sposate le mie figlie, specie in questo secondo volume, fa passare il suo messaggio d’integrazione in modo intelligente, ossia dandolo per assodato, anche se, come sappiamo, la realtà è più complicata di come la raccontano i film (per dirla con una battuta del film stesso).