Gli uccelli

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TERMINATA
Gli uccelli
La fantasia apocalittica del maestro del brivido
Gli uccelli
(The birds)
Regia: Alfred Hitchcock
Cast: Jessica Tandy, Rod Taylor, Suzanne Pleshette, Tippi Hedren, Veronica Cartwright
Genere: drammatico
Durata: 120 min. - colore
Produzione: USA (1963)
Distribuzione: Cineteca di Bologna
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In un negozio di animali di San Francisco, s’incontrano e si conoscono l’avvocato Mitch Brenner e la ricca e famosa Melanie Daniels, figlia dell’editore di un grande giornale. Mitch finge di scambiarla per una commessa e le domanda una coppia di “inseparabili” (Love Birds) per il compleanno della sorellina Kathy. Melanie, indispettita ma anche affascinata, decide di recapitargliela di persona, per fargli una sorpresa. Non trovandolo in città si spinge fino a Bodega Bay, dove l’uomo passa i fine settimana con la madre e la sorella. Qui, però, Melanie viene inspiegabilmente attaccata da un gabbiano alla testa. Ed è solo il primo di una serie di attacchi inquietanti degli uccelli, sempre più numerosi e feroci, contro gli abitanti della cittadina.

Cinquantesimo titolo di Hitchcok, e tecnicamente il più complesso di tutti, Gli Uccelli fa seguito al successo di Psyco e segna il debutto sullo schermo di Tippi Hedren.

Dopo aver attinto alla letteratura di Daphne Du Maurier già due volte (la più nota fu per Rebecca), Hitch, in collaborazione con lo sceneggiatore Evan Hunter, trasforma profondamente il setting di partenza del racconto (di cui possedeva i diritti ma dal quale non credeva inizialmente di poter trarre un lungometraggio), e ne riscrive ex novo i personaggi, conservando però la sensazione di impotenza, d’angoscia e di trappola che lo avevano attratto alla prima lettura.

Per le scene degli uccelli, si fece ricorso ad un pioniere dell’animazione disneyana, lo stesso che aveva sdoppiato Hayley Mills per Il cowboy con il velo da sposa, e anche a manufatti meccanici, ma per la maggior parte vennero utilizzate vere riprese di veri uccelli, ritoccate, sovraimpresse e moltiplicate.

Sebbene oggi il risultato tecnico non sia comparabile con ciò che si ottiene tramite computer grafica, l’impatto delle immagini originali non perde di efficacia alcuna e l’effetto in qualche modo stilizzato e astratto delle stesse amplifica ulteriormente il sentimento angosciante dell’inspiegabile e la natura deviata e imprevedibile del fenomeno. Il motivo del comportamento degli uccelli, infatti, non solo non viene mai spiegato, ma nel copione s’insiste sulla sua insensatezza, sul suo andare contro natura rispetto alle abitudini dei volatili, così come più volte sostenuto dall’ornitologa nel ristorante accanto al porticciolo.