A mano disarmata

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A mano disarmata
A mano disarmata
(A mano disarmata)
Regia: Claudio Bonivento
Cast: Claudia Gerini, Francesco Venditti, Mirko Frezza, Francesco Pannofino, Rodolfo Laganà
Genere: biografico
Durata: 107 min. - colore
Produzione: Italia (2019)
Distribuzione: Eagle Pictures
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Federica Angeli è una giornalista di cronaca del quotidiano la Repubblica. Nata e cresciuta ad Ostia, non ne può più di assistere ai soprusi che la mafia locale, capitanata dalla famiglia Costa, infligge ai suoi concittadini, e decide di applicare la sua competenza in materia di giornalismo d’inchiesta ad un’indagine sulla criminalità organizzata lungo il litorale romano. Le minacce non tardano ad arrivare, a Federica come alla sua famiglia: il marito Massimo, i tre figli, la sorella, la madre. La giornalista viene messa sotto scorta e la sua vita si trasforma: lei che era abituata alla libertà e all’indipendenza si ritrova a dover rispondere di ogni suo movimento e a dover temere gli attacchi dei Costa e dei loro affiliati.

A mano disarmata racconta la vera storia di Federica Angeli, cambiandone solo qualche particolare (ad esempio dietro lo pseudonimo Costa si nascondono gli Spada) e romanzando solo qualche passaggio.

La sceneggiatura, firmata da Domitilla Shaula Di Pietro e dalla stessa Angeli, si basa sull’autobiografia della giornalista che porta il titolo del film, e racconta una storia necessaria: quella di una persona cui senso civico e deontologia professionale hanno impedito di girare la testa dall’altra parte, anche quando le conseguenze sono diventate pesantissime per sé e i suoi affetti. Un esempio di ordinario eroismo in un’Italia abbandonata dalle istituzioni: uno dei pregi del film è infatti quello di sottolineare esplicitamente l’inadempienza dello Stato, che procura una scorta solo a Federica ma lascia “scoperti” i suoi famigliari, e del giornalismo, con il direttore di Repubblica che toglie ad Angeli l’inchiesta su Ostia “per proteggerla”.

Claudia Gerini è l’interprete perfetta per il ruolo di Federica Angeli, sia per una certa somiglianza fisica e una simile provenienza geografica, sia perché incarna un femminile combattivo e allo stesso tempo morbidamente materno, una sensualità muliebre abbinata ad una volontà di ferro e a una determinazione inarrestabile.

La storia poggia interamente sulle sue spalle solide, e le tante sfumature della personalità della giornalista coraggiosa si susseguono sul viso dell’attrice, sempre in primo piano. Meno efficace la regia di Claudio Bonivento e alcuni passaggi della sceneggiatura (ad esempio certi riassunti della protagonista in voce fuori campo): purtroppo non è sufficiente realizzare un film di impegno civile se non si riesce a dargli un’impronta davvero cinematografica che si discosti dai canoni del tv movie.