7 DONNE E UN MISTERO

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7 DONNE E UN MISTERO
7 DONNE E UN MISTERO
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Regia: Alessandro Genovesi
Cast: Margherita Buy, Diana Del Bufalo, Micaela Ramazzotti, Benedetta Porcaroli, Luisa Ranieri.
Genere: commedia
Durata: 83 min. - colore
Produzione: Italia (2021)
Distribuzione: Warner bros
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Vigilia di Natale. Le donne di una grande famiglia si ritrovano per festeggiare ma scoprono che l’uomo di casa, Marcello, è stato ucciso. Non solo: fuori infuria una bufera di neve, i fili del telefono sono stati recisi e il cancello bloccato. Dunque il gineceo dovrà confrontarsi fino a scoprire chi fra loro è l’assassina. Margherita, la padrona di casa, era diventata per il marito Marcello un’estranea, e mal tollera l’amante di lui, Veronica, chiusa anche lei nella casa durante la vigilia. La figlia maggiore di Margherita, Susanna, arriva da Milano con una sorpresa, e la figlia minore Caterina contesta sia la sorella che la madre. La zia Agostina è una zitella da sempre innamorata di Marcello, e la suocera del defunto, Rachele, gli ha sempre nascosto quei titoli che lo avrebbero potuto tirare fuori dai guai finanziari. L’unica a sembrare dotata di buon senso è Maria, la domestica venuta dal Sud.

7 donne e un mistero è il remake, con parecchie modifiche e vent’anni dopo, di Otto donne e un mistero di François Ozon, ed è diretto e cosceneggiato (con Lisa Nur Sultan) da Alessandro Genovesi.

Il tentativo è evidentemente, in epoca #Time’sUp, di raccontare una storia tutta al femminile in cui l’unica figura maschile è ridotta al silenzio, anche se è intorno a lui che ruotano tutte le preoccupazioni delle donne in scena, come nel film capostipite del genere, Donne di George Cukor (anch’esso rifatto più avanti, ben due volte). L’impianto, come in Ozon, resta fortemente teatrale (entrambi i film sono basati sulla commedia per il palcoscenico scritta da Robert Thomas “Huit Femmes”), e dovrebbe tradursi in un continuo gioco al rialzo, nonché una gara di bravura, fra le attrici protagoniste.

In realtà quel che succede qui (più che in Ozon) è che un paio di interpreti – Margherita Buy e Luisa Ranieri – spiccano notevolmente sulle altre, e che la commedia, che dovrebbe viaggiare su un registro comico-grottesco, non riesce a mantenere un tono univoco e un ritmo, soprattutto di regia, adeguato alla storia. Anche gli interventi di Ornella Vanoni nei panni di nonna Rachele, che dovrebbero essere spassosi, scoloriscono man mano che prosegue la narrazione, e un’attrice comica come Sabrina Impacciatore si ritrova a gridare per tutta la trama nel tentativo di iniettare più umorismo nella sua performance. Quando la recitazione arranca poi appaiono parolacce davvero fuori luogo in un film ambientato, a occhio, intorno agli anni Trenta (rispetto ai Cinquanta di Otto donne e un mistero).